Analisi di Bilancio (6)

L’analisi di bilancio

Lezione n.6

ANALISI DELLA REDDITIVITÀ

Fonte: prof. Marco Fava

Premessa

 

Gli INDICI DI REDDITIVITÀ forniscono informazione sulla capacità dell’azienda di produrre nuova ricchezza

 

L’analisi della redditività viene fatta misurando :

 

1) la REDDITIVITÀ SPECIFICA conseguita da coloro che finanziano l’azienda e cioè:

dal proprietario o dai soci (CAPITALE PROPRIO)

finanziatori esterni (CAPITALE DI DEBITO O DI TERZI)

2) Il LIVELLO MEDIO DELLA REDDITIVITÀ AZIENDALE COMPLESSIVA

 

Analisi della redditività specifica (obiettivi)

 

Con l’analisi della redditività specifica vogliamo informarci sulla situazione economica dell’impresa,

 

In particolare vogliamo sapere se l’azienda, dopo avere coperto costi, è in grado di remunerare il capitale proprio e il capitale di debito

 

R.O.E. Return On Equity

La redditività del Capitale Proprio

 

La nostra analisi parte con il calcolo del ROE  che è costituito dal rapporto percentuale fra il risultato netto d’esercizio e il capitale proprio.

 

Il ROE è un indicatore della redditività ottenuta dall’impresa e quindi del grado di remunerazione del rischio affrontato dall’imprenditore o dai soci.

Si riferisce all’intera gestione aziendale e comprende quindi la gestione caratteristica, la gestione accessoria, la gestione finanziaria e la gestione straordinaria

 

Con il ROE posso sapere quando rende il mio capitale (CP) investito  nella mia impresa.

Ad esempio se il ROE è pari al 3%  ed il tasso di interesse su libretti di depositi è pari al 4% , non mi converrebbe liquidare la mia azienda e mettere i soldi ricavati su un libretto di deposito?

Me ne vado a spasso e guadagno di più !

 

 

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Esempio di calcolo del R.O.E.

 

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GIUDIZIO SUL ROE

 

Un’impresa, per poter attrarre nuovo capitale di rischio, dovrebbe fornire un ROE superiore ai tassi di rendimenti di investimenti alternativi.

 

In ogni caso il ROE di una impresa non dovrebbe mai essere inferiore al tasso garantito per investimenti senza rischio (BOT, CCT, BTP, ecc.).

Al di sotto di tale limite, infatti, non sarebbe remunerato in modo congruo il rischio dei risparmiatori azionisti.

In caso di perdita, il ROE è negativo. Questo significa che lo squilibrio economico è così grave da erodere i mezzi propri.

 

R.O.I. Return On Investment

Con il ROE analizziamo la redditività globale cioè la redditività di tutte le aree della gestione e cioè la gestione caratteristica, la gestione accessoria, la gestione finanziaria e la gestione straordinaria

Per valutare l’andamento della redditività aziendale  e predisporre le opportune strategie per migliorarla, i manager e gli amministratori hanno bisogno di un indice che misuri le potenzialità di reddito dell’azienda con riferimento alla sola GESTIONE CARATTERISTICA senza quindi tener conto delle altre gestioni

Inoltre è importante valutare la redditività dell’intero CAPITALE INVESTITO nell’attività aziendale, indipendentemente dalla provenienza delle fonti di finanziamento.

Per i motivi sopra indicati l’indice che fa al caso nostro è il ROI

Il ROI indica la redditività e l’efficienza economica della gestione caratteristica a prescindere dalle fonti utilizzate: esprime, cioè, quanto rende 1€ di capitale investito in quell’azienda

 

 

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Immagine 21.jpg Il risultato è una %

 

Per (Ro) Risultato Operativo si intende il risultato economico della sola Gestione Caratteristica, mentre per (Ti) Capitale Investito si intende il totale degli impieghi caratteristici, ossia l’Attivo Totale Netto meno gli Investimenti Extracaratteristici (investimenti non direttamente afferenti all’attività aziendale: es. immobili civili)

 

 

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Il valore minimo assunto dal ROI deve almeno corrispondere al costo medio del denaro, misurato dal ROD

 

Esempio di calcolo del R.O.E.

 

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Il ROI è soddisfacente quando remunera:

– l’impiego del capitale in investimenti privi di rischio

– il premio per il rischio

– il prelievo fiscale, in quanto il ROI a differenza del ROE considera l’utile al lordo delle imposte

 

R.O.D. Return On Debt

Incidenza del peso degli oneri finanziari

 

Il ROD misura la capacità dell’impresa di remunerare il capitale di debito ma nello stesso tempo fornisce la misura dell’incidenza del peso degli oneri finanziari sulla redditività complessiva.

 

Return On Debt Rappresenta il tasso medio di interesse pagato sui debiti ed esprime l’onerosità del capitale di terzi.

E’ comunque un’indicazione sottostimata in quanto non tiene però conto di eventuali interessi impliciti non contabilizzati e considera al denominatore anche debiti non fruttiferi (ad esempio debiti tributari, risconti passivi, fondi per rischi e oneri, ecc.) Va confrontato con il costo del denaro.

 

 

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Il confronto tra Roi e Rod è essenziale per stabilire la convenienza o meno a finanziare gli investimenti  tramite l’indebitamento esterno.

Se la redditività del capitale investito , misurata dal Roi, è superiore alla onerosità del capitale di debito , espressa dal ROD, l’impresa ha convenienza a finanziare gli investimenti, incrementando i finanziamenti a titolo di capitale di debito perché ciò significa che le risorse investite producono un reddito sufficiente a garantire il pagamento degli interessi passivi.

 

Esempio di calcolo del R.O.D.

 

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In questo caso l’azienda ha convenienza ad indebitarsi perché l’impresa prende a prestito denaro pagandolo mediamente il 18% e lo investe ottenendo una redditività del 24% .

Pertanto guadagna 6 euro ogni 100 euro presi in prestito

 

R.O.S. Return On Sales

Redditività delle vendite

 

Return On Sales. Indica il reddito operativo per ogni euro di ricavo ovvero quanto rimane dopo la copertura dei costi operativi.

In pratica segnala la capacità remunerativa delle vendite, se confrontato con quello di esercizi precedenti fornisce importanti indicazioni sulla validità delle politiche di vendita. Una bassa percentuale di solito indica una notevole quantità di pezzi venduti.

 

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Esempio di calcolo del R.O.S.

 

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Indice di ROTAZIONE DEGLI IMPIEGHI

ROT

 

Esprime il numero di volte in cui il capitale investito ritorna sotto forma di vendite in un anno amministrativo.

Se l’indice è pari a 12 significa che il capitale investito ritorna sotto forma di vendite una volta al mese.

L’indice aumenta con l’aumentare del volume delle vendite.

 

 

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Più tale indice è elevato, maggiore è il grado di efficienza dell’impresa

Esempio di calcolo del R.O.T.

 

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In questo caso il capitale investito ritorna sotto forma di vendite nemmeno 1 volta all’anno

 

Scomposizione del R.O.I.

 

Il R.O.I. è direttamente influenzato dal R.O.S. (redditività delle vendite)  e dal ROT (indice di rotazione degli impieghi)

 

R.O.I. = R.O.S. X ROT

 

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Indica il margine percentuale

di utile operativo che resta

all’impresa per ogni 100 Euro

di fatturato

Il ROS dipende da:

– Vendite

– Costi

 

Esprime il “numero di volte” in cui, entro l’esercizio, l’impresa riesce a recuperare, tramite le proprie vendite, il capitale investito nella gestione operativa

La Rotazione degli Impieghi dipende da:

– Vendite

– Immobilizzazioni

– Capitale circolante netto

 

 

Quali fattori possono influenzare il ROI?

 

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L’indice di indebitamento
LEVERAGE

 

L’effetto leva

 

L’indice di indebitamento

È dato dal rapporto tra il totale impieghi e il capitale proprio.

 

 

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Esempio di calcolo del LEVERAGE

 

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Se l’impresa finanzia interamente tutti i suoi impieghi con il capitale proprio l’indice assume un valore uguale a 1.

Se l’impresa ricorre anche all’indebitamento, il rapporto è superiore a 1

Un indice non superiore a 2 indica un soddisfacente equilibrio tra capitale proprio e capitale di debito;

un quoziente maggiore di 2 segnala invece il ricorso a un notevole indebitamento (azienda sottocapitalizzata)

 

L’effetto leva

 

L’andamento dell’indice di indebitamento incide sulla misura del ROE, attraverso il ROI, in relazione al costo medio del denaro preso a prestito dall’azienda.

 

Se il ROD è inferiore al ROI l’azienda ha convenienza ad indebitarsi; tale convenienza può essere amplificata tanto più è elevato l’indice di indebitamento che esrcita un EFFETTO MOLTIPLICATIVO (EFFETTO LEVA) sul ROI, che a sua volta spinge in alto il valore del ROE

 

Se ROI=ROD la struttura finanziaria dell’azienda è neutrale rispetto ROE

Se ROI>ROD il Roe aumenta al crescere dell’indice d’indebitamento

Se ROI<ROD il Roe diminuisce al crescere dell’indice d’indebitamento

 

L’indice di
INCIDENZA DELLA GESTIONE NON CARATTERISTICA

 

L’indice segnala il contributo fornito dalla gestione economica non caratteristica, formata dall’area accessoria, da quella finanziaria, da quella straordinaria e da quella tributaria, alla determinazione del reddito netto aziendale.

 

L’incidenza della gestione non caratteristica si ricava con il rapporto tra reddito d’esercizio e risultato operativo caratteristico.

 

L’incidenza della gestione non caratteristica si ricava con il rapporto tra reddito d’esercizio e risultato operativo caratteristico

 

 

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Esempio di calcolo dell’incidenza della gestione non caratteristica

 

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In presenza di un reddito operativo positivo, la crescita del valore di questo indice, da un esercizio all’altro, indica la diminuzione dell’incidenza negativa della gestione extracaratteristica. In linea di principio l’indicatore in oggetto ha valori compresi tra 0 ed uno. Tuttavia in alcuni casi l’indice può assumere valori negativi (presenza di perdite d’esercizio) o superiori all’unità.

 

Indici di redditività

 

Dopo aver illustrato la significatività di ogni indicatore, l’analisi della redditività può essere condotta più efficacemente mettendo in luce i legami logici e matematici che sussistono tra i fattori che agiscono sulla performance economica.

 

La redditività del capitale proprio è determinata dal prodotto congiunto di tre fattori:

redditività operativa (R.O.I.) a sua volta funzione della redditività delle vendite (R.O.S.) e della rotazione del capitale investito (vendite/capitale investito)

tasso di incidenza della gestione extracaratteristica

rapporto di indebitamento (leverage)

 

come abbiamo visto la redditività del capitale proprio può essere vista come il prodotto dell’azione congiunta di tre fattori:

La redditività operativa, espressa dal ROI

La struttura finanziaria, espressa dal rapporto di indebitamento

Il peso dei componenti non operativi, espresso dal tasso di incidenza del risultato netto sul risultato operativo

 

Schema di coordinamento degli indici di redditività

 

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Leva finanziaria

 

Il rapporto di indebitamento, assume valore valori superiori ad uno e crescenti all’aumentare dell’indebitamento rispetto alle altre fonti del capitale.

Tale rapporto ha, dunque, un effetto amplificativo del ROE. Da qui il termine leva finanziaria

 

In alcune circostanze, dunque, l’azienda può migliorare la sua redditività netta facendo leva sul capitale di terzi

In genere il tasso di incidenza del risultato netto sul risultato operativo ha un valore inferiore ad uno e decrescente all’aumentare dei componenti non operativi. Tale tasso ha un effetto riduttivo sul ROE.

L’effetto moltiplicativo e quello riduttivo tendono a compensarsi

 

Schema di coordinamento degli indici di redditività

 

Per interpretare la performance aziendale occorre approfondire lo studio dell’andamento di singoli indicatori:

l’andamento della leva finanziaria si comprende attraverso gli indici di composizione delle fonti di finanziamento;

la dinamica dell’incidenza della gestione extracaratteristica si trova nel C.E. riclassificato nella sezione sotto il reddito operativo;

l’analisi della redditività della gestione corrente si effettua attraverso il prodotto tra il tasso di redditività delle vendite ed il tasso di rotazione del capitale investito;

l’approfondimento dei risultati della gestione caratteristica si conduce mediante il C.E. riclassificato e percentualizzato;

lo studio dell’equilibrio finanziario orizzontale di breve e medio-lungo termine si svolge mediante lo S.P. riclassificato e percentual.

 

Analisi di Bilancio (6)ultima modifica: 2009-03-13T14:26:00+00:00da steam65
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