L’Imperialismo

L’IMPERIALISMO

L’Imperialismo è una fase avanzata del colonialismo, che fin dai tempi antichi ha interessato gruppi di persone (i coloni) che abbandonavano il proprio luogo d’origine per coltivare e abitare nuovi territori: le colonie. Da qui il termine colonialismo = politica di uno Stato che intende conquistare nuove colonie, che si dividono in
- colonie di popolamento: un territorio viene conquistato da un nuovo popolo
- colonie di sfruttamento: un territorio viene conquistato e sfruttato per far lavorare la sua popolazione nelle miniere o nelle piantagioni (es. colonie sudamericane in seguito alla conquista dell’America)
Per tutto l’Ottocento il colonialismo ha interessato le potenze europee, ma a partire dal 1870 in poi (soprattutto durante la Belle Epoque) ha assunto caratteri nuovi, più aggressivi: ogni Stato (nazioni europee e Stati Uniti) cerca di superare gli altri, di creare un vero e proprio impero coloniale (basato soprattutto sulle colonie di sfruttamento) per rendere evidente la propria forza politica, economica e militare. Il colonialismo si trasforma così, alla fine dell’Ottocento, in Imperialismo = rapporto di dominio politico, economico e militare di uno Stato egemone su altri stati sottomessi, soprattutto in Africa e Asia.
DAL PUNTO DI VISTA STORICO l’età dell’imperialismo in senso stretto va dal 1870 al 1914 (scoppio della I guerra mondiale), in senso più ampio dal 1870 agli anni successivi alla fine della II guerra mondiale, quando si dissolvono i grandi imperi coloniali.
IN CAMPO POLITICO il termine imperialismo indica la strategia di espansione e di supremazia strettamente politica di una grande potenza su aree geografiche extranazionali (ad esempio ancora oggi si parla dell’imperialismo degli USA, che vogliono mantenere il predominio politico in aree lontane, come l’Iraq). Questo tipo di imperialismo relativo ai giorni nostri è noto anche come neo-imperialismo.
DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO l’imperialismo indica le strategie di dominio e di supremazia economica su aree lontane da parte delle potenze mondiali. Anche in questo caso, applicando il concetto ai giorni nostri, si parla di neo-imperialismo.

LE CAUSE DELL’IMPERIALISMO:

CAUSE ECONOMICHE
Lo straordinario sviluppo della II rivoluzione industriale fa crescere l’importanza delle materie prime (es. petrolio, ferro, rame), di cui sono ricchi i paesi asiatici e africani. Diventa così necessario conquistare nuovi territori che forniscano materie prime alla madrepatria, le cui industrie le lavorano producendo beni da immettere sia sul mercato interno che nelle stesse colonie (ad es. l’India fornisce alla Gran Bretagna il cotone, che viene lavorato in Gran Bretagna e rivenduto come tessuto nella stessa India). I paesi conquistati, quindi, sono importanti SIA come FORNITORI di materie prime per le industrie della madrepatria (tanto che i paesi coloniali = colonie si specializzano nella produzione di uno o due prodotti da esportare, come il caffè in Brasile o lo zucchero a Cuba), CHE come SPAZI DI MERCATO per assorbire i prodotti di quelle stesse industrie, anzi spesso diventano l’unico sbocco possibile, soprattutto dopo l’imposizione di dazi e barriere doganali (protezionismo) da parte delle altre nazioni. Basti pensare che nel 1897 il 40/45% delle esportazioni della Gran Bretagna era indirizzato all’India.
Lo sviluppo dell’Imperialismo dipende anche dall’enorme progresso dei trasporti e dei collegamenti, che diventano sempre più importanti per controllare i commerci. Per questo motivo le grandi potenze si lanciano in una vera e propria gara alla conquista di interi continenti, che furono ripartiti e andarono a far parte di grandi imperi coloniali.

CAUSE POLITICHE
Possedere un impero coloniale significa avere grande prestigio internazionale, affermare la potenza della propria nazione sulle altre. L’imperialismo costituisce quindi una forma esasperata di nazionalismo.
Inoltre le prospettive di espansione e ricchezza sono un ottimo strumento di propaganda interna da parte dei governi, che quindi distolgono la popolazione dai conflitti sociali interni.

CAUSE CULTURALI
Il possesso di un impero coloniale da parte delle potenze europee e degli USA serve a dimostrare la superiorità della razza bianca sulle altre. Alla fine dell’Ottocento è opinione diffusa che l’uomo bianco sia superiore agli altri (razzismo) per motivi biologici e culturali, quindi ha il compito di portare la civiltà negli altri continenti. Tale razzismo viene anche giustificato con l’incapacità dei popoli conquistati di utilizzare proficuamente le proprie ricchezze, rendendo necessario l’intervento delle nazioni superiori.

In questo periodo si sviluppa un’affannosa corsa agli armamenti che coinvolge le principali potenze occidentali. Tali armi a breve saranno utilizzate nella I guerra mondiale. Straordinarie le spese militari di Gran Bretagna e Germania, soprattutto nel settore navale, essendo essenziale il controllo dei mari.

LA SPARTIZIONE DI ASIA E AFRICA (cenni generali)

AFRICA
L’Africa fu il principale oggetto della politica imperialista delle nazioni europee. La presenza dei bianchi era sempre stata sporadica e concentrata sulle coste. Prima dell’800 infatti il territorio interno era quasi del tutto sconosciuto agli europei, e si sapeva solo che era popolato da numerose tribù diverse per usi e lingua.

SCHEMA DELLA SPARTIZIONE DEL CONTINENTE:
GRAN BRETAGNA: In Africa l’obiettivo era creare un unico impero coloniale da nord a sud, da Egitto (per cui si scontra con la Francia per il controllo strategico del Canale di Suez) a Sud Africa. Queste le principali colonie: Egitto, Sudan, Uganda, Kenia, Nigeria, Rodesia (dal mitico esploratore Cecil Rhodes), Sudafrica.
FRANCIA: E’ interessata alla parte occidentale e centrale: Marocco, Tunisia, Algeria, Africa occ., Senegal, Costa d’Avorio, Ciad, Madagascar (grande isola a sud est del continente)
GERMANIA: Camerun, Togo, Namibia (dove ancora oggi ci sono tipici villaggi tedeschi, dai tetti a spioventi).
BELGIO: Congo belga, scoperto dall’esploratore italiano Brazzà, da cui la città Brazzaville
ITALIA: Libia (1912: età giolittiana), Eritrea, Somalia (conquistate alla fine dell’800).

ASIA
GRAN BRETAGNA: India, Birmania, Malesia
FRANCIA: Indocina (Vietnam+Cambogia)

L’impero coloniale più ampio era quello BRITANNICO, che agli inizi del ‘900 toccava la massima espansione con 372 milioni di sudditi e una superficie pari a 91 volte quella nazionale. La Gran Bretagna era la prima potenza terrestre e navale, militare e commerciale al mondo. Le colonie alimentavano uno straordinario flusso di merci e scambi.

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